Il mercato globale delle cipolle è molto vario in questo momento. In Europa le prospettive sono generalmente buone, con l’Italia e la Spagna che sperimentano prezzi particolarmente alti, e la Germania che sta assistendo a un incremento della domanda. Un risvolto necessario, dato che molti Paesi continuano a sentire la pressione dei più alti costi di produzione e di logistica. Per la maggior parte i raccolti sembrano essere positivi, anche se la Francia ha visto meno calibri grandi in questa stagione, e in Nord America il maltempo durante la fase di coltivazione ha portato a una produzione inferiore dal nord-ovest del Pacifico.

Paesi Bassi: costi elevati e un basso import-export di cipolle
Le esportazioni di cipolle olandesi sono particolarmente tranquille in questi giorni. “La trasformazione delle cipolle è molto costosa ovunque, al momento. I costi per il trasporto e la trasformazione sono aumentati drammaticamente – dice un esportatore olandese – Non ci sono carenze in Europa, il Brasile non è ancora sul mercato e la situazione è molto tranquilla anche oltreoceano. Miracolosamente siamo stati in grado di inviare cipolle in Costa d’Avorio per molto tempo, ma per il resto è calma piatta. Le esportazioni sono state troppo basse nelle ultime quattro o cinque settimane e, sebbene continuino a essere avanti rispetto all’anno scorso, ci sono anche un sacco di cipolle in tutta Europa”.

Nella prima settimana di marzo le esportazioni di cipolle olandesi hanno già superato la soglia di 1 milione di tonnellate per la stagione 2021/22. Si tratta di tre settimane prima rispetto all’anno scorso. Secondo un altro esportatore, la prevista riduzione della superficie coltivata per la stagione 2022/23 garantirà una minore pressione sul mercato il prossimo anno. “Anche a livello internazionale mi aspetto che i coltivatori opteranno in maggior numero per patate e cereali, a causa della pressione al rialzo sul prezzo di questi prodotti, dovuta alle tensioni sul mercato mondiale. È quindi probabile che questo si traduca in un minore interesse per la coltivazione delle cipolle”.

Anche le importazioni di cipolle sono nettamente diminuite. “Tuttavia, si prevede che in questa stagione verrà spedito in Europa un numero considerevolmente inferiore di cipolle neozelandesi. “Le cifre indicano che in Europa arriva già il 50% in meno”, dice Derk van Stokkum. A causa delle condizioni climatiche, la Nuova Zelanda ha comunque a disposizione un raccolto più piccolo, soprattutto nelle dimensioni più grosse (65+). Inoltre, nei Paesi Bassi e altrove in Europa ci sono alte rese di cipolle di buona qualità. I grandi clienti al dettaglio continueranno quindi a usare le cipolle europee per molto tempo e non passeranno ai bulbi importati prima della fine di maggio”, prevede un importatore olandese.

Germania: la domanda aumenta del 10%
Un grande grossista della Germania sud-occidentale vende cipolle provenienti da Bassa Sassonia, Paesi Bassi,  Basso Reno e Baviera. Poiché quest’ultima ha problemi di qualità, quest’anno può offrire solo poco. Pertanto, il grossista riceverà principalmente cipolle dalla Bassa Sassonia. Da metà a fine aprile in poi l’azienda acquisterà cipolle dalla Nuova Zelanda e dal Sudafrica, che saranno offerte fino a giugno, quando saranno nuovamente sostituite dalla commercializzazione di cipolle palatine. Attualmente l’azienda all’ingrosso riceve circa 350 tonnellate ogni settimana.

Il commerciante sostiene che rispetto agli ultimi anni, quest’anno la domanda è aumentata di circa il 10%. La Bassa Sassonia ha ampliato i suoi volumi, mentre i Paesi Bassi stanno commercializzando con forza la loro merce nel nord della Germania. Nel mese di aprile, il mercato passerà alla merce importata, cosa che a sua volta potrebbe significare che la vecchia merce non troverà più acquirenti.

A Francoforte le cipolle dalla Turchia si vendono a 13 euro e le cipolle domestiche da 80 mm+ vendute a 11 euro al sacco da 25 kg vengono integrate in grandi volumi, mentre fonti da Amburgo affermano che le cipolle dal Cile non saranno disponibili fino alla settimana 14, e le quotazioni per la merce spagnola refrigerata sono state registrate lunedì. Sebbene ci si aspettasse l’arrivo delle cipolle da Nuova Zelanda e Australia, le ampie scorte nazionali non lo hanno permesso.

Francia: buona qualità, ma carenza di calibri maggiori
Al momento la stagione francese delle cipolle è già ben avviata e i professionisti hanno la merce conservata nelle celle. La stagione 2021/22 è caratterizzata da una buona qualità, sia per le cipolle dorate che per quelle rosse. Tuttavia, c’è una mancanza di grandi calibri per tutte le cipolle, che si osserva anche sul mercato europeo. Essendo la produzione francese di cipolle rosse quasi terminata, i grossisti passeranno presto al prodotto egiziano.

Siamo ad aprile, quindi i prezzi sono leggermente aumentati, perché ora si devono aggiungere i costi di stoccaggio e selezione, e il consumo è identico a quello dell’anno scorso, quindi un consumo piuttosto buono e regolare.

Italia: prezzi elevati per le cipolle bianche
In Italia, il mercato delle cipolle sta vivendo la fase di passaggio fra le ultime riserve di prodotto nazionale e l’inizio delle importazioni. Un operatore del nord d’Italia afferma che in questi giorni la cipolla bianca è ricercata, non ci sono tanti volumi disponibili e i prezzi sono abbastanza sostenuti. Al contrario, la cipolla rossa si è arenata un po’ e ha prezzi normali, nella media del periodo. Le cipolle gialla e bianca, sono ancora presenti nelle scorte e sono di qualità, grazie a una conservazione ottimale. Sono arrivati in Italia i primi carichi della cipolla dall’India ma a costi non bassi, anche per via dell’aumento del nolo dei container.

Inoltre si registrano alcuni problemi con alcune catene della Grande distribuzione organizzata, che non vogliono riconoscere a produttori e commercianti prezzi più alti, causati dall’aumento dei costi generali.

Spagna: prezzo superiore dell’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso
In Spagna le scorte di cipolle sono molto più basse dell’anno scorso, quindi i prezzi sono più alti di circa l’80% rispetto allo stesso periodo della scorsa stagione, in cui i livelli erano troppo bassi. Tra circa 20 giorni inizierà la raccolta delle prime varietà precoci in Andalusia, dove la superficie coltivata è diminuita notevolmente a causa dei cattivi risultati della scorsa stagione e degli attuali costi elevati. I costi del carburante, dei fertilizzanti e dell’energia sono così alti e i margini di profitto così stretti per le cipolle che molti coltivatori spagnoli stanno passando ad altri prodotti con profitti più interessanti.

Il periodo di semina delle varietà medie e tardive – le più rappresentative della Spagna in termini di volumi – è ancora in corso e le abbondanti piogge di marzo hanno reso difficile l’ingresso nei campi. Questo e i costi elevati stanno già causando un notevole calo di circa il 40% della superficie. L’impatto sui mercati internazionali sarà quindi molto significativo.

Egitto: il mercato della cipolla risente degli effetti della pandemia
In Egitto si è conclusa la stagione primaverile delle cipolle. Dopo un inizio lento, la situazione è stata molto più stabile alla fine di gennaio. Oltre all’aumento delle tariffe di spedizione, alcuni container sono stati addirittura inviati alla destinazione sbagliata, portando al deterioramento del prodotto una volta arrivato alla destinazione corretta. Ciò ha fatto sì che il 75-85% dei prodotti abbia dovuto essere scartato.

La domanda di cipolle primaverili è stata influenzata negativamente dai lockdown, che sono stati messi in atto per affrontare una nuova ondata di infezioni di Covid-19. La domanda è stata molto lenta all’inizio della stagione, specialmente prima del periodo natalizio. E, di conseguenza, anche i prezzi sono stati molto bassi e deludenti. Dopo le vacanze le quantità sul mercato hanno cominciato a diminuire. Gli esportatori hanno iniziato a rendersi conto che dovranno affrontare l’attuale situazione di mercato in modo diverso dal solito, a causa della pandemia.

Cina: aumento dei prezzi all’esportazione
La stagione di vendita delle cipolle di Shandong e Gansu è quasi finita. Il prezzo delle cipolle dorate rimaste in magazzino sta aumentando. Attualmente solo lo Yunnan sta raccogliendo cipolle fresche e la domanda del mercato è enorme. Il raccolto di cipolle nello Yunnan è stato un po’ ritardato quest’anno. Le cipolle dello Yunnan normalmente entrano nel mercato in grandi volumi a metà marzo, ma quest’anno hanno cominciato ad arrivare sul mercato in grandi volumi solo alla fine di marzo.

Il prezzo è relativamente alto perché le condizioni meteorologiche non sono state ottime, quindi il volume di produzione complessivo è diminuito. Il prezzo attuale delle cipolle rosse da 80 mm fuori dal magazzino è di circa 2,0-2,2 yuan [0,31-0,35 USD] al kg, mentre il prezzo delle cipolle dorate è di circa 2,8-3,0 yuan [0,44-0,47 USD] al kg.

I prezzi delle varie verdure sono aumentati a causa delle nevicate registrate nello Yunnan e delle misure di controllo per la pandemia adottate all’inizio della stagione. L’aumento del prezzo delle cipolle è relativamente piccolo rispetto ad altri tipi di verdure. Inoltre, la quotazione relativamente bassa stimola la domanda del mercato, quindi il prodotto si muove velocemente a livello domestico.

Per quanto riguarda l’esportazione, il prezzo relativamente alto sta creando difficoltà agli esportatori di cipolle. La quotazione delle cipolle pelate (franco industria) è normalmente intorno ai 300-400 dollari per tonnellata. Il prezzo attuale è di circa 800 dollari per tonnellata. Tale quotazione elevata è il risultato della riduzione del volume di produzione e delle misure di controllo della pandemia. Molte aree di produzione subiscono lockdown temporanei, e le difficoltà con la raccolta, la lavorazione e la distribuzione spingono il prezzo verso l’alto. Inoltre, i prezzi del petrolio stanno aumentando e questo ha un impatto sui costi di trasporto, che a sua volta influenzano quello di quasi tutti i prodotti.

Il volume di produzione delle cipolle dello Yunnan è relativamente piccolo, ma non ci sono altre aree di produzione che riforniscono il mercato delle cipolle nello stesso periodo. Ecco perché la domanda del mercato è forte. Lo Yunnan esporta principalmente cipolle in Corea, Giappone e Sud-est asiatico. Ci aspettavamo che il prezzo delle cipolle diminuisse alla fine di marzo, quando il volume dell’offerta si espande, e così abbiamo iniziato a preparare i primi ordini di esportazione, ma il prezzo invece è salito. Non abbiamo altra scelta che ritardare i nostri piani di esportazione.

Nord America: un’offerta più bassa e una domanda elevata offrono buone prospettive per la stagione delle cipolle
La stagione primaverile delle cipolle è iniziata sia in Messico che in Texas. “La qualità e la domanda di cipolle sono entrambe eccellenti – dice uno spedizioniere – Vidalia è la prossima e inizierà ufficialmente il 12 aprile. Lì il nostro raccolto sembra buono fino ad ora e prevediamo un anno normale. Poi, a giugno, inizieremo a Walla Walla, Washington”.

Oltre alle forniture di cipolle dal Messico e dal Texas, le altre aree che arriveranno sul mercato con il raccolto fresco includono la Georgia ad aprile, poi la California e Washington più in là nell’anno.

“A causa dei problemi climatici nel nord-ovest del Pacifico durante la scorsa estate, l’offerta complessiva di cipolle è molto più bassa quest’anno rispetto all’anno scorso. Il mese prossimo termineremo le scorte nel nord-ovest e ci concentreremo completamente sul nostro nuovo raccolto di cipolle fino all’autunno”, dice lo spedizioniere.

Non sorprende che la domanda di cipolle sia più forte quest’anno rispetto all’anno scorso. “Il mercato è molto forte ed è più alto dell’anno scorso. Possiamo attribuire questo alla mancanza di cipolle da stoccaggio nel nord-ovest”, dice, notando che le scorte di prodotto nazionale sono al minimo storico quest’anno.

Nel frattempo a sfidare l’industria c’è tutta una serie di problemi, tra cui le tariffe di trasporto a un livello mai raggiunto prima e i costi della manodopera. Tuttavia, lo spedizioniere nota che l’industria della cipolla stava cominciando a cambiare prima dell’arrivo della pandemia e che il cambiamento è stato accelerato da essa. “I coltivatori piantano solo per le vendite confermate, le difficoltà legate alla manodopera, il prezzo generale delle cipolle nei negozi… tutti questi fattori hanno cambiato drasticamente le procedure di pianificazione e le prospettive per i nostri partner coltivatori”, dice.

Guardando al futuro, con l’arrivo sul mercato di più cipolle fresche i consumatori avranno a disposizione una scelta maggiore.

E con la primavera e l’estate dietro l’angolo sono attese anche delle promozioni. “I consumatori sono entusiasti di uscire e godersi le temperature più calde. Grigliate, picnic, feste, eventi speciali e vacanze sono tutte grandi opportunità per le cipolle dolci e incoraggiamo i nostri clienti a promuovere con fiducia”, dice lo spedizioniere.

Perù: “In questo momento il trasporto delle cipolle costerebbe più del prodotto stesso”
L’industria delle cipolle da esportazione in Perù ha registrato una crescita costante negli ultimi anni grazie al suo principale mercato di esportazione, gli Stati Uniti, che nel 2021 ha rappresentato la destinazione di oltre il 60% delle spedizioni peruviane.

La lunga stagione nel Paese, che dura dalla settimana 27 alla 12, termina quando i campi nordamericani iniziano ad avere il proprio raccolto. Tuttavia, le spedizioni di cipolle peruviane si sono rafforzate anche in Europa, con la Spagna in testa, e in America Centrale, e continuano a raggiungere nuovi mercati; tra gli ultimi a ricevere cipolle dal Perù ci sono Canada, Portogallo, Belgio o Haiti. In quest’ultima destinazione, le esportazioni sono iniziate con volumi importanti.

Tuttavia, l’attuale aumento dei costi logistici sta rappresentando una grande sfida per il settore e rappresenta la più grande limitazione per continuare a crescere, poiché, come ha riconosciuto un importante esportatore di questo settore in Perù, “il trasporto delle cipolle costerebbe più del prodotto stesso”.

“Per ora è già cominciata la piantagione delle cipolle. Da quello che vedo si sta procedendo al ritmo di sempre, ma nel settore siamo partiti tutti con incertezza, sperando che da qui a giugno la questione del trasporto si normalizzi”.

Australia: aumento del 23% nell’export di cipolle
Sebbene la maggior parte delle coltivazioni ortofrutticole abbia subito un colpo durante la pandemia, secondo gli ultimi dati i volumi di cipolle sono aumentati in Australia. Per l’anno conclusosi a giugno 2021 l’Australia ha prodotto 271.930 tonnellate (un aumento del 3% rispetto all’anno precedente), per un valore di 203 milioni di dollari (in calo del 17%), con il 9% inviato alla trasformazione.

In termini di esportazioni, i volumi hanno fatto un balzo indietro dopo un calo significativo nel 2020, quando furono esportate 44.885 tonnellate, per un valore di 30,4 milioni di dollari. Anche se il valore è rimasto più o meno lo stesso, il volume è aumentato del 23%. In termini di consumo domestico, il 75% delle famiglie australiane ha acquistato cipolle. La maggior parte della produzione è avvenuta nell’Australia meridionale e in Tasmania.

Nel frattempo la Nuova Zelanda e il Regno Unito hanno firmato un accordo di libero scambio storico. In un post sui social media, l’ente di punta per le cipolle del Paese dice che si tratta di un “grande risultato per i coltivatori e gli esportatori di cipolle della Nuova Zelanda. Questo accordo eliminerà le tariffe sulle cipolle neozelandesi e ci metterà su un piano di parità con altri paesi che già non hanno tariffe, come i Paesi Bassi”.

Da freschplaza
Data di pubblicazione: lun 4 apr 2022

https://www.freshplaza.it/article/9415148/focus-sul-mercato-mondiale-delle-cipolle/