Versione estesa della pubblicazione su il Sole 24 ore del 23 dicembre 2019

Sinergie storiche che nascono da esigenze reali e che evolvono nell’interesse del consumatore.

AGRIPAT è l’Organizzazione che, col suo migliaio di produttori, rappresenta l’eccellenza pataticola emiliano romagnola : areali vocati, una lunga tradizione agricola, una consolidata competenza ed un costante processo di ricerca e innovazione.

 “AGRIPAT, garante dell’importanza della sistema pataticolo regionale e della sua coesione – afferma Matteo Todeschini, Presidente di AGRIPAT – opera, insieme a Selenella e a Patata di Bologna DOP, per la tutela di una produzione d’eccellenza e per la miglior valorizzazione di una filiera che garantisce al consumatore l’alta qualità del prodotto tutelando la sostenibilità etica ed economica del settore “. “ Le storie di AGRIPAT e dei due consorzi – prosegue Todeschini – sono l’esempio di come le aggregazioni, quando nascono “dal basso” e da reali esigenze dei produttori, possano rivelarsi virtuose. Viceversa, quando un’aggregazione viene immaginata e costruita su teorie poco aderenti alle necessità del mondo produttivo, ben difficilmente gli esiti si rivelano all’altezza delle aspettative. Frasi come “ serve più aggregazione “ o “ occorre fare sistema “ non devono essere usate come una formula magica o come la panacea per tutti i mali. Chi invoca maggior aggregazione, magari per additare presunte inefficienze altrui, somiglia un po’ a quei rivoluzionari che, diceva Ennio Flaiano, fanno barricate con le mobilia altrui. Le aggregazioni sono una buona cosa ogni qualvolta, come per AGRIPAT, trovano origine da esigenze reali e da sinergie concrete, identificabili e misurabili “.

Selenella rappresenta un insieme di realtà commerciali e produttive coese dove ogni socio del Consorzio Patata Italiana di Qualità è un tassello fondamentale per garantire il percorso d’eccellenza qualitativa che contraddistingue tutti i prodotti a marchio. “Insieme ad AGRIPAT stiamo portando avanti in questi ultimi anni un percorso di rinnovamento varietale che unisce sia l’attività di ricerca che quella di selezione: una delle note più positive di questo inizio 2019 per Selenella è dato dal recente ampliamento di gamma che ha portato nuove opzioni all’interno della già grande famiglia Selenella: in particolare hanno debuttato alcuni mesi fa le Cipolle Selenella, nelle versioni rossa, bianca e dorata, e la Patata Rosè. “Ma la strada da percorrere è ancora lunga, – aggiunge Cristiani – soprattutto se si vuole arginare la volatilità dei prezzi in agricoltura. Come Consorzio Patata Italiana di Qualità stiamo lavorando al “Progetto cipolle”, volto a tutelare la sostenibilità etica ed economica per l’agricoltoreed assicurare garanzia di alta qualità al consumatore”.

“L’ottenimento della “tutela” è per Consorzio di Tutela Patata di Bologna D.O.P la naturale evoluzione del riconoscimento di un prodotto del territorio” spiega il presidente Davide Martelli “che come tutte le D.O.P è prima di tutto espressione dell’alto livello qualitativo e di aggregazione del sistema pataticolo bolognese che esprime punte di eccellenza.” Nel rispetto di uno stringente Disciplinare produttivo, rispettoso dell’ambiente e del territorio, tutti i Soci del Consorzio valorizzano la tipica bontà della Patata di Bologna D.O.P. con passione e dedizione. “Grazie all’entrata in vigore, lo scorso 6 novembre, del progetto “COLTIVATORI DI VALORI“, conclude Martelli – il consumatore sarà sicuro ed informato sulla qualità e sulla tracciabilità del prodotto che va ad acquistare e potrà raggiungere ognuno di quei produttori sui suoi terreni di produzione, assaporandone tutta la storia e la tradizione pataticola.”

“ Guardiamo al futuro con fiducia e con alcune consapevolezze – prosegue  Todeschini – cominciando dalle problematiche derivanti dai danni che la produzione subisce da parassiti come gli elateridi. Dagli anni novanta ad oggi l’uso di agrofarmaci si è ridotto del 50%, ma mentre vietare l’utilizzo di un principio attivo è un procedimento rapido, sviluppare un’alternativa efficace richiede anni e forti investimenti. Nel 2019 il danno da elateridi sulla produzione pataticola del Contratto Quadro ha assunto dimensioni rilevanti, tali da mettere a rischio il risultato economico di diversi produttori. A meno che qualcuno non pensi che la soluzione sia aspergere acqua benedetta nei campi, il problema andrà affrontato in modo serio, perché mette a rischio l’esistenza stessa del nostro settore produttivo”. “ Dovremo poi essere capaci di rafforzare il dialogo con la GDO – conclude Todeschini – che è per noi partner essenziale per valorizzare il prodotto agricolo, e di rendere più esplicita la nostra vicinanza al consumatore finale. Infine, per difendere al meglio la nostra eccellenza produttiva e per ridurre la volatilità delle quotazioni, dovremo prestare la massima attenzione all’appropriatezza di alcune operazioni commerciali, tanto ingiustificate quanto spregiudicate, forse dettate dallo stato di necessità di qualche singolo produttore ma che però generano compressioni dei prezzi tali da negare al nostro prodotto il riconoscimento del suo giusto valore ”.