Irrigazione, monitoraggio e prodotti contro gli elateridi
Il progetto P.A.T.A.T.A. punta a contrastare in modo sostenibile i danni da elateridi nella coltura della patata attraverso monitoraggi mirati, tecniche irrigue efficienti e pratiche agronomiche integrate
In risposta al problema crescente degli elateridi sulla coltivazione delle patate non solo in Emilia-Romagna, ma in altre regioni italiane ed europee, è nato il nuovo progetto P.A.T.A.T.A. – Produrre Aggregando Tecnici e Agricoltori, Tutelando l’Acqua – finalizzato a rilanciare in chiave sostenibile e innovativa la filiera della pataticoltura in Emilia-Romagna.
Nell’ambito specifico degli elateridi, gli intenti concreti del progetto sono la determinazione di soglie catture degli adulti che causano danno su patata nell’anno successivo, lo studio della predisposizione del rischio da elateridi associato ai diversi metodi e volumi irrigui, l’implementazione di sistemi di supporto alle decisioni per il rischio da elateridi e la sperimentazione di prodotti naturali da applicare in fertirrigazione.
I primi risultati del progetto
I risultati preliminari raccolti nel primo anno di monitoraggio e sperimentazioni, per quanto riguarda gli elateridi, evidenziano nelle dieci aziende osservate un’incidenza media del 13,5% (tuberi con almeno un foro).
La gravità e il danno da elateridi sono stati significativamente maggiori negli appezzamenti irrigati a rotolone rispetto a quelli irrigati con sprinkler, manichetta e ala piovana. Le ricerche continueranno per verificare la correlazione fra il sistema irriguo e il danno delle larve.
Le catture con le trappole a feromoni mostrano una diversa composizione di specie a seconda delle zone di coltivazione, con una presenza maggiore di Agriotes litigiosus nella zona di Imola e Ferrara e la prevalenza di Agriotes sordidus nel bolognese. La correlazione fra le catture di adulti e i danni ai tuberi nello stesso appezzamento è maggiore per A. brevis e A. sordidus e minore per A. litigiosus, fatto probabilmente legato dalla diversa biologia di queste specie.
I prodotti testati
Il numero di adulti catturati nel 2025 verrà correlato con i danni ai tuberi registrati nella prossima stagione nello stesso appezzamento, per riuscire a stabilire delle soglie di allerta. Le più alte incidenze di danno registrate in appezzamenti con maggior contenuto in argilla e sostanza organica confermano le conoscenze precedenti sui fattori di rischio. Infine, sono stati testati alcuni prodotti naturali distribuiti in manichetta:
- un prodotto a base di capsaicina,
- un nuovo ceppo di Beauveria bassiana,
- un mix di oli essenziali (timolo+geraniolo).
Purtroppo, nessuno dei prodotti testati ha portato a una riduzione del danno rispetto al controllo non trattato, forse dovuto anche all’applicazione troppo tardiva iniziata a giugno.
Si è osservata tuttavia, dall’inizio delle applicazioni, una riduzione dei fori da larve sulle manichette. A tal proposito, anche l’utilizzo della manichetta Rivulis Defend, sebbene non abbia portato a una riduzione del danno sui tuberi, ha di molto limitato i fori sulla manichetta da parte delle larve, traducendosi quindi gli sforzi di manutenzione per le riparazioni.

